Importante studio sulle arti visive a Taranto al “tempo” dell’Italsider.
Il 9 luglio 1960, con un investimento di 377 miliardi di lire, viene posta la prima pietra di quella che presto sarebbe stata definita, non senza una certa enfasi, “la Rolls Royce di tutte le acciaierie del mondo”, nell’area a Nord del Porto Mercantile di Taranto, fra la via Appia e la strada provinciale per Statte. Con l’Italsider, il IV centro siderurgico a ciclo integrale ad essere costruito nel nostro Paese, uno dei più grandi al mondo, ha inizio per Taranto e per il Mezzogiorno un nuova fase storica, caratterizzata dall’ entusiasmo per il ciclo di modernizzazione, il boom occupazionale e dei consumi, ma anche dalla rapida distruzione di realtà particolaristiche locali (culturali e paesaggistiche), il sorgere di nuove forme di inquinamento e di alienazione.
Tali contraddizioni dello Sviluppo si deducono, in particolare, dall’analisi delle vicende artistiche a Taranto tra gli anni Sessanta e Settanta. È quello che ha cercato di dimostrare Gianluca Marinelli, pubblicando sulla rivista “Kronos supplemento 4” dell’Università del Salento, il saggio dal titolo L’Italsider a Taranto. Gli artisti e la grande industria, 1960-1974, frutto di rigorose e appassionate ricerche.
Lo studio parte da una riflessione sulla politica culturale portata avanti dall’Italsider negli anni cruciali della crescita economica del nostro Paese. Essendo un’azienda a partecipazione statale, nella quale l’aspetto economico non poteva essere disgiunto dalla responsabilità sociale, l’Italsider si distinse soprattutto per la capacità di trasformare le esigenze di comunicazione aziendale in vere e proprie operazioni culturali, puntando sui registri alti della letteratura, del cinema, del teatro e dell’arte. Valgano alcuni esempi: l’esperienza della “Rivista Italsider”, tra i più originali house organ internazionali, dove comparivano sulle prime di copertina le opere dei maggiori artisti del tempo; il patrocinio dell’Italsider ad importanti manifestazioni culturali, come la quinta edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto (1962), in occasione della quale dieci artisti di fama mondiale (Calder, Carmi, Franchina, Consagra, Chadwick, Colla, Pepper, Lorenzetti, Pomodoro, Smith) furono ospitati negli stabilimenti Italsider sparsi in tutta Italia, per creare opere maestose in acciaio; il coinvolgimento di Eugenio Carmi, tra i maggiori artisti astratti italiani del Novecento, in qualità di consulente grafico dell’azienda. Chiamato a creare un volto per la grande impresa siderurgica, Carmi svolse questo compito in maniera assolutamente originale, realizzando interventi grafici che non esclusero nessun aspetto della vita e dell’attività aziendale, raggiungendo un grado di capillarità davvero sorprendente. Tra le operazioni più interessanti, spicca la lavorazione alla segnaletica antinfortunistica, per la quale l’artista genovese creò immagini affidate a geometrie essenziali, e la scultura in ferro progettata per l’Italsider di Taranto, nel 1965, ossia l’anno in cui entrò in funzione il ciclo integrale dell’acciaio nello stabilimento siderurgico jonico.
Ampio spazio è poi dedicato, nello studio di Marinelli, al Circolo Italsider di Taranto. Il circolo nasce come spazio polivalente aperto alla creatività, alla fantasia e al dialogo, per valorizzare il tempo libero del lavoratore. In particolare, il Circolo Italsider di Taranto, attivato nel febbraio 1963, attraverso la sua programmazione artistica, ha inseguito la duplice finalità di avvicinare ai fatti dell’arte la forza lavoro costituitasi con la recente industrializzazione, proponendo rassegne di ampio respiro, e di valorizzare le più avanzate esperienze artistiche espresse dal territorio.
Le mostre antologiche di William Hogart ed Eduard Steichen, le edizioni di opere grafiche di noti artisti per i lavoratori del Siderurgico a prezzi ridotti; la pubblicazione, a cura del Circolo, dei libri di poesie tecnologiche di Michele Perfetti, con le quali l’intellettuale denunciava l’acritico consumismo che cominciava a diffondersi anche a Taranto, e il coinvolgimento nelle principali attività culturali di artisti e intellettuali del calibro di Eugenio Battisti, Franco Sossi, Vittorio Del Piano, Luigi Flauret, Ciro De Vincentis, Pietro Guida, Emanuele De Giorgio, Eugenio Miccini, lo stesso Perfetti, a voler fare solo alcuni nomi, danno la misura dello spessore qualitativo di tali iniziative.
Tra queste, spicca, per la sua originalità, la rassegna dal titolo Uno spazio per l’arte, allestita dal dicembre 1974 al gennaio 1975 e curata da Sossi negli spazi della nuova sede del Circolo: la Masseria Vaccarella, nei pressi del quartiere Paolo VI. In quella occasione trovarono visibilità le sculture realizzate da alcuni artisti tarantini (Franco Antonazzo, Bruno Costone, Giuseppe Delle Foglie, Vittorio Del Piano, Pietro Guida, Antonio Noia, Michele Perrini, Aldo Pupino) nello stabilimento siderurgico jonico, in un rapporto di prossimità con gli operai.
La seconda parte dello studio è dedicata all’accertamento delle forze in campo sul piano della cultura e delle arti a Taranto. Entrato oramai a pieno regime il ciclo integrale dell’acciaio, dalla metà degli anni sessanta si cominciò ad assistette nel capoluogo, e nella provincia, ad una germinazione di eventi che videro responsabilmente protagonisti artisti ed intellettuali locali nel tentativo di stimolare la coscienza critica della comunità jonica sulle grandi trasformazioni del territorio. Tra le principali iniziative di quegli anni, spiccano, sicuramente, la Biennale dell’Incisione, curata, in tutte le sei edizioni, da Emanuele De Giorgio, pittore e incisore, nonché tra i più attivi operatori culturali attivi in quegli anni in Puglia; il ciclo di conferenze dal titolo Componenti essenziali della vita intellettuale italiana (1967) a cura del Circolo di Cultura (la supervisione generale era di Antonio Rizzo), che chiamò a Taranto i più significativi esponenti della cultura italiana del tempo; la rassegna Una verifica operativa, organizzata nella Galleria “A. R. Cassano” (già “Taras”) nella primavera del 1967, con la quale vennero recensite le proposte sperimentali di giovani attivi nel capoluogo e impegnati nella divulgazione degli approdi più recenti del dibattito artistico (Francesco Boniello, Giuseppe Delle Foglie, Vittorio Del Piano, Giuseppe Manigrasso, Aldo Pupino). Curata da Franco Sossi, la mostra si costituì come momento fondamentale della riflessione critica dell’intellettuale tarantino, in quegli anni protagonista indiscusso nel sollecitare l’aggiornamento linguistico degli artisti pugliesi e che aveva già pubblicato per quella data saggi oggi ritenuti imprescindibili per poter avviare qualsiasi ricostruzione sulle vicende delle arti a Taranto dal secondo dopoguerra agli anni ’60, come Artisti pugliesi del 1959 e Arte contemporanea in Puglia del 1963 (a questi vanno almeno aggiunti Luce, spazio, strutture del 1967 e La scelta del presente del 1970).
E poi c’è Massafra, che in virtù della tradizione del suo premio (Premio Massafra “Lucerna d’argento”), è teatro, soprattutto nella seconda metà degli anni Sessanta, di importanti progetti espositivi che le consentono di apparire come un “centro operativo di cultura avanzata”: luogo di incontro e discussione per artisti, critici, operatori culturali locali e non, impegnati nella divulgazione di esperienze “aggiornate”, nella convinzione che le rilevanti trasformazioni socio-economiche generate a partire dall’insediamento dell’Italsider nel territorio jonico, vadano accompagnate, appunto, da una speculare crescita del tessuto artistico e culturale.
Massafra è anche l’osservatorio privilegiato in cui si srotola la vicenda artistica di Nicola Andreace, insieme a Emanuele de Giorgio certamente il pittore più corrosivo nel denunciare i rivolgimenti traumatici di suddette trasformazioni. La fase sperimentale di Andreace vive il suo snodo fondamentale alla fine del decennio, quando, ricorrendo alla sovrapposizione di sagome ottenute con la tecnica degli stampi a spruzzo e l’uso di emulsioni, realizza opere in cui la presenza umana, immersa oramai in un universo di tralicci, tubi d’acciaio, atmosfere laviche, gru uncinate, si mostra impossibilitata a sgusciare dalla propria condizione di prigionia.
All’inizio degli anni Settanta cominciano ad essere indagati il tema delle morti bianche del Siderurgico, che troverà nell’espressionismo figurativo di De Giorgio la condanna più radicale, e il tema dell’inquinamento.
Quest’ultimo sarà affrontato, in particolare, in una manifestazione artistica dal titolo Taranto per una industrializzazione umana, realizzata una domenica mattina del febbraio 1971. In quell’occasione scesero nelle principali piazze di Taranto alcuni tra i più rappresentativi operatori estetici (come Sandro Greco e Corrado Lorenzo) che diedero luogo, con successo, a performance dall’alto contenuto artistico.
Gianluca Marinelli, L’Italsider a Taranto. Gli artisti e la grande industria, 1960-1974, in “Kronos supplemento”, n. 4, rivista del Dipartimento dei Beni delle Arti e della Storia dell’Università del Salento, Congedo, Galatina, 2008, pp. 179-222.
Si è tenuta la 4ª edizione de "Il fanciullo e il folklore", Filmfestival Etnodemoantropologico
“Devozione popolare, festa tradizionale”, Raduno internazionale dei gruppi folclorici giovanili organizzato dalla FITP: il Gargano si fà onore...
La mattina dl 29 marzo 2009 alle ore 8,30 bambini di diverse gruppi etnici e religiosi europei, insieme ai propri genitori e accompagnatori, organizzatori e autorità cittadine gremiscono la basilica di Santa Maria Assunta che col suo campanile domina la cittadina di Clusone ( Bg), accanto alla casa dei Disciplinati che, nel tetro affresco della “Danza macabra” del secolo quindicesimo, mostrano il proprio Regolamento.
Chi seduto, chi in piedi assiste alla Santa Messa non senza emozoni. Prende, infine, la parola il sindaco della cittadina bergamasca, esprimendo il proprio stupore, alla presenza di voci, suoni, colori, sentimenti religiosi diversi ma non dissonanti, accomunati da medesime finalità. Un panorama sfaccettato e complesso, proprio come il mondo da costruire. Stupore – commenta ironicamente- che colpisce anche il Creatore, che in questi giorni sta versando fiumi di lacrime”.
La pioggia insistente causa una varianzione del programma e la cerimonia di chiusura ha luogo all’oratorio e non all’aperto.
Il corteo multicolore e multivocale si snoda, quindi, piuttosto rapidamente, raggiungendo la sala della premiazione, che immediatamente si riempie di gente. Sul palco rappresentanti di diversi gruppi in costume suonano con strumenti tipici, mentre fanciulli e organizzatori si lasciano trasportare dai suoni e ritmi, che invitano al ballo, coinvolgendo tutti gli astanti.
Il momento della premiazione si avvicina. L’emozione sale. Ogni gruppo in cuor suo pensa di farcela. … ed ecco, finalmente, il presidente della FITP Benito Ripoli apre la busta sigillata, firmata dai giurati. Dà una sbirciatina e passa la parola al collaboratore, che comunica i risultati. Prima, però, comunica i criteri di valutazione e i descritttori adoperati dalla giuria, che dispone di 95 punti:
1. qualità dell’elaborato incentrato sulla pertinenza (è l’elemento che ha maggior peso, disponendo di 30 punti);
2. coerenza componenti artistiche (20 punti max);
3. qualità della struttura (15 max)
4. qualità degli aspetti tecnici (montaggio, fonica, ... max 15 punti)
5. potenzialità di collocare il filmato nella medianità costituenda (15 max).
assegnati i premi della critica
Terzo premio al gruppo di Oristano
Secondo premio al gruppo emedelis della Lituania
Primo premio a "Le gemme del Gargano junior" di Cagnano Varano (FG).
La giuria ha premiato come miglior DVD quello incentrato sulla devozione dei cagnanesi verso la Madonna delle Grazie. Il cortometraggio del gruppo garganico ha ottenuto il massimo dei punti nei primi due elementi di valutazione, un buon risultato nel terzo, mentre difettava un po’ sotto l’aspetto tecnico. Giudizio corretto quello espresso dalla giuria, condiviso dalle "Gemme del gargano Junior", che sperano di potersi permettere un tecnico al prossimo anno.
La commozione dei ragazzi, dei loro genitori, del direttore artistico- Gianni Cerrone, e degli accompagnatori- presente anche la prof. ssa Dina Crisetti co-ideatrice con il direttore artistico e produttrice dei testi e il primo cittadino di Cagnano Varano Nicola Tavaglione- era varamente tanta.
La manifestazione "Il fanciullo e il folklore" ha visto quest’anno la partecipazione di mille bambini, 11 paesi europei: 24 gruppi che nelle giornate del 27 e 28 marzo hanno offerto la propria performance indossando gli abiti della tradizione, nella mattinata del 28 – presente la giuria- hanno visionato i DVD dei partecipanti con il tema "La devozione popolare, Festa tradizionale", e la mattina del 29 si sono incontrati per la celebrazione eucaristica, la parata internazionale della Gioia e la premiazione.
Non c’è chi non vede nell’iniziativa della FITP quel futuro gioioso, pieno di solidarietà e spirito di fratellanza, che ciascuno di noi auspica.
Imparando dai bambini, imparando a specchiarci nei loro volti, a ispirarci alla semplicità dei loro cuori- come ha commentato il presidente dell’associazione Benito Ripoli , preannunciando che l’appuntamento dell’anno che verrà vedrà in primo piano Santa Maria Goretti (Marche).
presenta
17° EDIZIONE
GIORNATA FAI DI PRIMAVERA
a sostegno dell’arte e della natura italiane
Sabato 28 e Domenica 29 marzo 2009
Apertura straordinaria di 580 monumenti in 210 città
È il momento dell’anno in cui il FAI incontra gli italiani e si ritrova da nord a sud, nelle piazze, nei palazzi e nelle chiese, in centinaia di luoghi diversi: è l’appuntamento per scoprire monumenti e luoghi spesso inaccessibili e per trasmettere l’impegno e la passione del Fondo Ambiente Italiano. È la 17° Giornata FAI di Primavera, in programma il 28 e 29 marzo con il coinvolgimento di 210 località italiane e 580 beni - la maggior parte dei quali normalmente chiusi al pubblico. Un evento ormai tradizionale la cui affluenza si misura negli anni in milioni di visitatori, l’occasione per unirsi al FAI e sostenere concretamente il patrimonio del nostro Paese.
A fianco del FAI c’è ancora una volta Wind, “main sponsor” della Giornata FAI di Primavera che festeggia quest’anno i suoi 10 anni di vita, 10 anni vicini alla Fondazione per la valorizzazione dei beni artistici e culturali italiani.
La Giornata FAI di Primavera non si caratterizza solo per la ricchezza di incontri che offre, per le sorprese che regala, per le infinite emozioni che suscita: la sua forza sta anche e soprattutto nell’entusiasmante coinvolgimento di tutti, nella capacità di far sentire chi vi partecipa non un visitatore occasionale, ma un testimone e un protagonista dell’azione di salvaguardia e difesa dell’arte e della natura italiane. Proprio per questo l’invito che la Fondazione rivolge a tutti coloro che parteciperanno a questa edizione della Giornata FAI è semplice e diretto: “FAI anche tu”. Proprio come il FAI, difendi, partecipa e contribuisci concretamente - con l’iscrizione, con una donazione, con un atto di volontariato - a questo grande movimento.
Tra le aperture in Puglia segnaliamo:
Chiesa monumentale di chiara impronta risalente all’epoca barocca, riccamente arredata e inserita in un pregevole contesto del centro storico di Barletta, a pochi passa dalla prestigiosa sede di Palazzo Della Marra attuale sede della Civica Pinacoteca De Nittis.
Si tratta di un particolare reticolo stradale che abbraccia una parte significativa del quartiere e si sviluppa “a pettine” inquadrandosi fra Via Cialdini (ex Strada delle Carrozze) e Corso Vittorio Emanuele (ex Strada Ferdinandea) in maniera longitudinale, con significativa presenza sia di abitazioni patrizie che di fabbricati popolari e l’impronta di antiche botteghe artigiane, dove la toponomastica con la popolare denominazione unitaria “alla francese” evidenzia ciascuna strada associandone il nome antico a quello originario.
Ascoli Satriano (FG)
Villa di Faragola
La villa di Faragola è stata definita la “Piazza Armerina di Puglia” per i suoi caratteri di eccezionalità. L’area di Faragola ebbe un’occupazione lunga più di un millennio: in questo sito rurale sono presenti i resti di un abitato di età daunia (IV-III a.C.), di una fattoria di età romana (I a.C.-III d.C.), di una grande villa tardo antica (IV-VI d.C.) e infine di un villaggio di età altomedievale (VII-VIII d.C.). Ma l’elemento di maggior rilievo è una residenza aristocratica di età tardoantica, appartenuta a una ricca famiglia di senatori. L’area finora indagata - pari a una superficie di oltre 3.000mq - è parte di un complesso molto più vasto, estremamente articolato e di grandi dimensioni. La visita al sito di Faragola potrà consentire ai visitatori non solo di conoscere l’aspetto, il significato e il funzionamento di una villa romana, ma anche di far rivivere idealmente una giornata della vita quotidiana in campagna.
Cerignola (FG)
Fosse Granarie*
Il piano delle fosse granarie di Cerignola è l’espressione più significativa di quella civiltà contadina che ha caratterizzato il Tavoliere di Puglia. Il territorio della Capitanata, l’antica circoscrizione del Regno di Napoli, parte dell’attuale Puglia, conobbe almeno 6.000 anni fa le sue prime fosse granarie: scavi effettuati nel villaggio neolitico di Passo di Corvo, a circa 12 km da Foggia, in direzione nord-est, rivelarono infatti la presenza di fosse scavate nella roccia contenenti ancora chicchi di frumento che, si pensa, possano risalire al XVI secolo. Questo singolare monumento “a rovescio” è ubicato a sud dell’abitato, nella zona denominata Piano San Rocco, e si estende per circa 26.000 mq. Lì sono state realizzate nei secoli le fosse destinate prevalentemente alla conservazione del grano, ma anche di orzo, avena, granturco, mandorle, semi di lino.
Lecce
Villa Mellone - Bene normalmente chiuso al pubblico
Costruita verso la fine del Settecento, questa sontuosa residenza di campagna, nella salubre zona “della Cupa”, alla periferia di Lecce, è significativo esempio di architettura neoclassica in una città nota soprattutto per il Barocco.
Frutto di una radicale trasformazione avvenuta nel 1762, di un precedente complesso masserizio, presenta un impianto rettangolare, e si sviluppa su due piani composti da sette stanze superiori con galleria e otto inferiori. Presenta una monumentale facciata a doppio ordine, scandita da paraste binate bugnate che inquadrano al piano inferiore il portale d'ingresso e una serie di alte finestre con timpano curvilineo. Il piano superiore scandito da paraste binate lisce presenta una serie di finestre a timpano triangolare.
Taranto
Convento di San Francesco (ex Caserma Rossarol) -Bene normalmente chiuso al pubblico
E’ uno dei complessi più importanti della Città Vecchia, sia per dimensioni che per pregnanza di stratificazioni storiche e fu fatto costruire dal principe di Taranto Filippo d’Angiò intorno al 1300.
I Francescani ne fecero la sede del Terzo Ordine della Penitenza e di altre due confraternite: L’Immacolata e Sant’Antonio da Padova. La chiesa era un punto di riferimento e un asilo per tutta la comunità, e al suo interno avvennero tre miracoli grazie a una reliquia di Sant’Antonio qui conservata. Durante l’occupazione napoleonica vide la sua trasformazione in magazzino di artiglieria (tra l’altro ospitò il celebre scrittore Choderlos de Laclos) e dopo l’Unità d’Italia fu sede del IX Reggimento di Fanteria.
Elenco completo aperture in Puglia:
Percorso di 60 km: Dalla stazione FS di Ortanova si raggiunge in bicicletta l'omonimo abitato e si prosegue direttamente per Ascoli Satriano. Dopo la visita della Villa di Faragola si visiterà anche il museo archeologico ed il borgo antico della città. Sulla strada del ritorno, tempo permettendo, si passerà per Ordona per una rapida visita del sito dell'antica Herdoniae. Percorso di media difficoltà.
A cura di Ruotalibera di Bari
Info: Roccaldo Tinelli, tel. 338 3118834, info@ruotaliberabari.it
Biciclettata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta
Domenica 29, visita al borgo medievale e al Palazzo del Barone di Loseto (BA)
Percorso di 30 km: Partendo da V.le Einaudi seguiremo prima Via G. Petroni e successivamente Via Trisorio Liuzzi per raggiungere Loseto, frazione di Bari, e visitarne il borgo medioevale. Rientreremo quindi lungo lo stesso itinerario. Il percorso è interamente cittadino e pianeggiante, adatto anche ai ragazzi.
A cura di Ruotalibera di Bari
Info: Roccaldo Tinelli, tel. 338 3118834, info@ruotaliberabari.it
Via Cialdini
Domenica 29, ore 17.30 conferenza della prof.ssa Mimma Pasculli Ferrara, Docente di Storia comparata dell’Arte dei Paesi europei e di Storia dell’Arte regionale, Facoltà di Lingue e Letterature straniere Università degli Studi di Bari
Domenica 29, ore 19.00 – 21.00: concerto di musica barocca
Via Nazareth, Via Samuelli, Via Mariano Sante, Via Fraggianni, Via Municipio, Via San Ruggiero, Via Nanula, Via Santa Marta
Ingresso riservato ai soli iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco Sabato 28 ore 10.00 – 12.00
Visite guidate solo su prenotazione al n. 0883 532180 oppure 340 0607620
Apprendisti Ciceroni: Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta
Loseto (BA)
Il borgo di Loseto: alla scoperta della “Lausetum” medievale
Palazzo del Barone
Aperture: Sabato 28, ore 15.00 – 18.00; Domenica 29, ore 10.00 – 13.30 / 15.00 – 18.00
Corsie preferenziali per gli iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Sabato 28, ore 10.00 – 13.30: ingresso riservato ai soli iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: Liceo Statale “G. Bianchi Dottula” Liceo delle Scienze Sociali – Linguistico – Socio Psicopedagogico, Bari
Provincia di Brindisi
Mesagne (BR)
Biciclettata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta
Domenica 29, visita alla Madonna della Mutata e alla Chiesa dei Paolotti (Convento di San Francesco di Paola) di Grottaglie (TA)
Partenza dalla Stazione FS di Grottaglie, ore 9.00
Percorso di 30 km: Il percorso non presenta particolari difficoltà se non per il tratto in salita che presenta un dislivello di circa 150m su una distanza di circa 10Km. In base al tempo e alle condizioni meteo può esserci una variante di 4Km su sterrato che permette di visitare la Gravina di Riggio con i suoi insediamenti rupestri.
A cura di Cicloamici – FIAB Mesagne
Info: Michele D’Anna, tel. 347 1107586, nikdanna@libero.it
Provincia di Foggia
Foggia
Luogo di chiese, palazzi e misteri degli ipogei
Ipogeo di San Domenico
Via San Domenico, 25
Visita fattibile solo con guida su prenotazione: infopointfg@libero.it; tel. 327 5437907 o presso Geom. Luigi Colapietro al n. 0881 756300 o al 380 2520752
Aperture: Venerdì 27 e Sabato 28, ore 9.30 – 12.30 / 17.00 – 19.00: Domenica 29, ore 9.30 – 12.30
Visite guidate
Palazzo Buongiorno e Piazza Purgatorio
Piazza Purgatorio, 5
Prenotazioni: Liceo Scientifico Statale “A. Volta” di Foggia rotundo.luigia@tiscali.it o Delegazione FAI Foggia faifoggia@yahoo.it fax 0881 5031173
Aperture: Venerdì 27, ore 17.30 – 20.00; Sabato 28 e Domenica 29, ore 10.00 – 12.30 / 17.30 – 20.00
Apprendisti Ciceroni: Liceo Scientifico Statale “A. Volta” di Foggia
Ascoli Satriano (FG)
Una lussuosa residenza rurale dell’Apulia tardoantica
Villa di Faragola
Superstrada Foggia – Candela, uscita Ascoli Satriano nord
Aperture: Sabato 28 e Domenica 29, ore 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.00 solo su prenotazione: Mariuccia Turchiano – Discum Università di Foggia - cell. 320 7981493 oppure m.turchiano@unifg.it
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: studenti del corso di laurea triennale e magistrale in Beni Culturali – Facoltà di Lettere Università di Foggia
Bovino (FG)
Alla scoperta del fascino dell’antichità e del medioevo percorrendo le vie di Bovino
Borgo antico di Bovino
Aperture: Sabato 28 e Domenica 29 Visite guidate ogni ora dalle 10.00 alle 17.00 dalla Porta Maggiore (arco di fuori la Porta) posto alla sommità di Corso Vittorio Emanuele
Prenotazione consigliata: ing. Angelo Bruno, Responsabile del Settore Cultura del Comune di Bovino – tel. 0881 966722 (martedì e giovedì pomeriggio) oppure tecnico@comunebovino.it
Basilica Cattedrale
Piazza Duomo
Castello o Palazzo Ducale dei Guevara e Museo Diocesano
Via Castello
Museo Civico
Piazza Marino Boffa
Visite guidate
Chiesa di San Pietro
Via San Pietro
Per tutti i Beni aperture: Sabato 28 e Domenica 29, ore 10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00
Apprendisti Ciceroni: Liceo Classico Statale “Lanza” di Foggia, sezione distaccata di Bovino; Liceo Scientifico Statale “A. Volta” di Foggia
Cerignola (FG)
Fosse Granarie*
Piano San Rocco
Aperture: Venerdì 27, sabato 28 e domenica 29, ore 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00 solo su prenotazione – Antonietta Roccanova – cell. 329 3803502 antoniettarc@glaucocaldara.it oppure Associazione Kore – cell. 349 4440552 o 340 2321997
Sabato 28 e Domenica 29, ore 10.00 – 1300 / 16.00 – 19.00
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: Istituto “Dante Alighieri”; Scuola Media “Pavoncelli”
Monte Sant’Angelo (FG)
Italia Langobardorum – Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)
Candidatura italiana 2008 – WORLD HERITAGE LIST UNESCO
Via Reale Basilica s.c.
Aperture: Sabato 28 visite libere ad esclusione dei momenti di celebrazione liturgica (ore 8.00 – 9.30 – 11.00 – 15.30)
Museo Devozionale della Basilica di San Michele
Aperture: Sabato 28 visite libere ore 9.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano Giovanni Tancredi
Piazza San Francesco
Aperture: Sabato 28, ore 10.00 – 13.00 / 16.00 - 19.30
Provincia di Lecce
Lecce
Villa Mellone
Via per San Pietro in Lama
Aperture: Sabato 28, ore 16.00 – 19.00; Domenica 29, ore 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
Corsie preferenziali per iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Sabato 28, ore 10.00 – 13.00: ingresso riservato ai soli iscritti al FAI e alle scuole; possibilità di iscriversi in loco
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: Liceo Artistico “Vincenzo Ciardo”; Liceo Classico “Virgilio”
Complesso Monastico Missionari di San Vincenzo de Paoli, noto come Carcere “li Bobò”
Via Delle Anime
Aperture: Sabato 28, ore 17.00 – 19.00; Domenica 29, ore 10.00 – 13.00 / 17.00 – 19.00
Corsie preferenziali per iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Sabato 28, ore 10.00 – 13.00: ingresso riservato solo agli iscritti al FAI e alle scuole; possibilità di iscriversi in loco
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: Liceo Scientifico “De Giorgi”
Sabato 28, ore 15.30 – 17.00: premiazione degli alunni delle Scuole Elementari che hanno partecipato al Concorso “Caro amico ti scrivo” (lettera a un carcerato) presso una sala del Complesso
Istituto Marcelline*
Viale Otranto
Aperture: Sabato 28, ore 16.00 – 19.00; Domenica 29, ore 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
Corsie preferenziali per iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: Licei dell’Istituto “Marcelline”
Castromediano Cavallino (LE)
Biciclettata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta
Domenica 29, visita all’Istituto Marcelline, al Complesso Monastico Missionari di San Vincenzo de’ Paoli e alla Villa Mellone di Lecce
Percorso di 8 km: Tour urbano in bicicletta dei monumenti tenuti aperti dal FAI in città: da Piazza Roma si raggiunge il vicino Istituto Marcelline. Ultimata la visita, dopo aver riattraversato Piazza Roma e percorso v.le Lo Re, v. Duca Degli Abruzzi, v. B.Cairoli, v.le Gallipoli, v. D.De Angelis e v. Birago, arriveremo al Complesso Monastico dei Missionari di San Vincenzo de' Paoli, ove concluderemo il programma delle visite antimeridiane. Dopo un pranzo frugale in trattoria, percorreremo via Rudiae, via San Pietro in Lama, via Emma Indraccolo e via Manzù, per concludere con la visita guidata di Villa Mellone, una delle testimonianze più significative del processo di riqualificazione del paesaggio agrario salentino, frutto di una radicale trasformazione, avvenuta nel 1762, di un precedente complesso masserizio. Il giro terminerà nella centrale piazza Sant'Oronzo.
A cura dell’Associazione FIAB Cicloamici di Lecce
Info: Paolo Toma, tel. 320 8595945, cicloamici.lecce@gmail.com
Prenotazione obbligatoria entro il 23 marzo
Maglie (LE)
Biciclettata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta
Percorso di 75 km: Il percorso si svolgerà lungo il fitto intreccio di stradine secondarie, per lo più asfaltate, che innervano il territorio salentino. Si attraverseranno i centri storici di Corigliano, Sternatia, Galugnano e San Donato per entrare nella periferia meridionale di Lecce. Lungo il percorso si toccheranno numerosi punti di interesse archeologico (per es. menhir), storico-architettonico (per es. Palazzo Granafei a Sternatia, Chiesa della Madonna della Neve a Galugnano) e naturalistico (Serra di Corigliano). Ogni partecipante dovrà essere autonomo ed è invitato a presentarsi con la bicicletta in efficienza, a indossare possibilmente il casco, a portare con sé una borraccia d'acqua, la colazione al sacco e l'occorrente per riparare una eventuale foratura. L'Associazione FIAB Il Ciclone non sarà responsabile per eventuali danni a persone e/o cose che si verificassero prima, durante o dopo l'escursione. I minorenni sono ammessi solo se accompagnati da un adulto che sollevi l'Associazione FIAB Il Ciclone da ogni responsabilità.
A cura di FIAB Il Ciclone – Associazione CicloAttivi Maglie
Info: Paolo Sansò, tel. 348 5876153, paolo.sanso@alice.it
Provincia di Taranto
Taranto
Convento di San Francesco (ex Caserma Rossarol)
Via Duomo – Piazza San Francesco
Aperture: Sabato 28, ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 17.30; Domenica 29, ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Corsie preferenziali per iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Sabato 28, ore 9.00 – 12.00: ingresso per le scuole
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: ISISS di Crispiano, Liceo Ginnasio “Archita” di Taranto, Istit. “Quinto Ennio” di Taranto, Istit. “Maria Pia” di Taranto, Istit. “Cabrini “ di Taranto
Grottaglie (TA)
Un cammino nel barocco di Grottaglie
Convento di San Francesco di Paola*
Via XXV Luglio, 94
Santuario della Mutata*
Via Provinciale per Martina, Km 7
Per tutti i Beni aperture: Sabato 28, ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 17.00; Domenica 29, ore 9.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Sabato 28, ore 9.00 – 12.00: ingresso per le scuole
Corsie preferenziali per iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: Scuola Secondaria di I grado “Don Luigi Sturzo” di Grottaglie; Istituto d’Arte “Calò” di Grottaglie
Palagianello (TA)
I baluardi della Gravina
Castello Stella Caracciolo e Santuario della Madonna delle Grazie
Piazza Alcide De Gasperi
Per tutti i Beni aperture: Sabato 28, ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 17.30; Domenica 29, ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Corsie preferenziali per iscritti al FAI; possibilità di iscriversi in loco
Sabato 28, ore 9.00 – 12.00: ingresso per le scuole
Visite guidate
Apprendisti Ciceroni: IPSSARTCP “Mauro Perrone” di Castellaneta; Istituto Comprensivo “Guglielmo Marconi” di Palagianello; ISISS “Giovanni Maria Sforza” di Palagiano
Spazi Musicali e teatrali: sabato pomeriggio e domenica
* Bene fruibile a persone con disabilità fisica
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Visto il grande successo delle visite guidate per cittadini stranieri sperimentata nel 2008 a Brescia, quest’anno l’esperienza in collaborazione con l’Associazione “Amici del FAI” coinvolgerà, oltre a Brescia, anche Milano, Torino, Biella, Padova e Palermo, diversificando le lingue utilizzate nella guida in base alle diverse cittadinanze di stranieri presenti.
Anche quest’anno Wind accompagna, in qualità di “main sponsor” della 17° Giornata FAI di Primavera, le iniziative del Fondo Ambiente Italiano per la valorizzazione dei beni artistici e del patrimonio culturale del nostro Paese.
E in collaborazione con il Gruppo Editoriale L’Espresso, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, con il Patrocinio dei Ministeri per i Beni e le Attività Culturali e della Pubblica Istruzione e con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento della Protezione Civile, con il concorso di numerose Regioni Italiane e il contributo di Bartolini Corriere Espresso, di Phonemedia e di Fila. Con il Patrocinio di RAI Segretariato Sociale.
Il FAI ringrazia Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, CAI – Club Alpino Italiano, ANGT Associazione Nazionale Guide Turistiche, le Istituzioni Pubbliche e Private, i privati cittadini e tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, oltre alle 100 Delegazioni e ai 7.000 volontari che con il loro lavoro capillare e la loro collaborazione rendono possibile l’evento.
I visitatori potranno avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione: saranno, infatti, oltre 10.000 gli “Apprendisti Ciceroni”, giovani studenti che illustreranno aspetti storico-artistici dei beni. La loro presenza è stata resa possibile grazie ad Alleanza Assicurazioni.
Informazioni ed elenco completo delle aperture al numero di telefono 0321/443553 24 ore su 24 oppure www.fondoambiente.it
iscriviti o dona al FAI
Riparte il corso di astronomia della Festa nazionale dell'Astronomia Federico II promossa dalla The Lunar Society Italia in collaborazione con Università degli Studi di Bari, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Bari, Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Società Astronomica Italiana, Soprintendenza Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Bari e Foggia e Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia.
La data di inizio dei corsi è prevista per il 30 marzo 2009 che si articoleranno in lezioni teoriche e pratiche; i corsi si concluderanno il 20 giugno con la serata astronomica del solstizio di estate. Le sedi dei corsi saranno il Dipartimento Interateneo di Fisica a Bari, il Castello Svevo di Bari e Barletta e Castel del Monte.
Parte integrante ed affascinate del corso è rappresentato dal ciclo di conferenze di alto contenuto scientifico che sarà aperto il 18 aprile 2009 al Castello Svevo di dal professor Buonanno, presidente della Società Astronomica Italiana e ordinario di Astronomia e Astrofisica presso l'Università di Roma Tor Vergata. Durante i corsi sono previste la visita all'osservatorio astronomico dehoniano di Andria e all'Osservatorio astronomico con annesso Museo dell’Astronomia di Capodimonte (Napoli).
I corsi saranno validi ai fini del credito formativo del ministero Pubblica istruzione, a favore di docenti e studenti.
I prodotti tipici di Orsara di Puglia saranno protagonisti di un tour, da Marzo a Novembre a Orvieto, Londra, nella cittadina francese di Mirande e a Colonia.
Ed è' stato presentato ufficialmente il calendario degli 8 macro eventi che, nell'ambito del movimento mondiale di "Slow Food", vedranno protagonisti il "paese dell'Orsa" e la sua attenzione alla qualità delle produzioni agroalimentari.
La prima tappa del tour promozionale è quella di Orvieto. Nella città umbra, dal 14 febbraio al 22 marzo 2009, si svolge l'undicesima edizione del "Cittaslow Dinner Music": Orsara di Puglia sarà presente il 6 e il 7 con un suo spazio espositivo, la proiezione di un documentario e, infine, con lo svolgimento di una cena musical-culinaria, preparata dallo chef Peppe Zullo per 200 selezionati operatori internazionali del turismo gastronomico, all'interno della quale saranno degustati i piatti della tradizione orsarese e la fava di Carpino (presidio slow food).
Dal 15 al 18 marzo, invece, Orsara di Puglia farà il suo esordio alla IFE 2009 di Londra, The International Food and Drink Event: in Inghilterra, il paese dell'Orsa sarà protagonista con uno stand, l'allestimento di uno spazio interattivo per le degustazioni e, dulcis in fundo, l'attivazione di una vera e propria cucina aperta all'osservazione del pubblico. I
l giro del mondo dei prodotti orsaresi proseguirà dal 7 all'11 maggio 2009 a Mirande, in Francia, dove si svolgerà la Festa d'Europa con la seconda edizione del Mercato Europeo. Nella città francese, l'Italia sarà rappresentata dai comuni gemellati di Orsara e San Mauro Torinese.
L'8 e il 27 giugno, rispettivamente con la Sagra dell'Asparago e la Festa del Vino, sarà Orsara di Puglia a ospitare i visitatori per due dei suoi più importanti appuntamenti dedicati alla enogastronomia.
Il 29 settembre, alla festa patronale di Orsara in onore di San Michele, parteciperanno le delegazioni di L'Eliana (Spagna) e di San Mauro Torinese, con l'arrivo di un pullman organizzato dagli orsaresi residenti nella cittadina piemontese.
Dal 10 al 14 ottobre, invece, si torna all'estero con la partecipazione orsarese all'Anuga 2009, il Salone mondiale dei prodotti alimentari e delle bevande che si terrà a Colonia, in Germania.
Il 1° novembre, infine, Orsara restituirà l'ospitalità ricevuta in giro per l'Europa invitando le "città slow" del vecchio continente alla notte dei "Fuca coste e cocce priatorje", la festa dei falò e delle teste del purgatorio.
La Regione Puglia dà avvio ai Sistemi Turistici Locali. Il Regolamento n. 4 del 9 marzo 2009 definisce le modalità di costituzione e di riconoscimento dei Sistemi Turistici Locali e le norme generali per il loro finanziamento.
I Sistemi Turistici Locali (STL) rappresentano una forma innovativa di organizzazione delle politiche turistiche territoriali e concorrono a promuovere e realizzare interventi destinati ad incrementare e diversificare l’offerta regionale e a valorizzare gli aspetti di attrattività del territorio, migliorandone la fruibilità e la qualità dei servizi erogati.
Info:
1° MAGGIO 2009
BARI
Selezioni per musicisti emergenti
La CGIL di Bari promuove le selezioni per partecipare al concerto del 1° maggio 2009, che si terrà in piazza del Ferrarese.
La finalità dell’ iniziativa è promuovere progetti musicali innovativi, fornendo a talenti e gruppi emergenti l'opportunità di esibirsi di fronte a una giuria composta da musicisti professionisti e critici di settore, oltre al pubblico presente. Sono ammessi alla selezione artisti singoli o gruppi, che possano dimostrare la loro formazione artistica con curriculum completo di foto e demo audio.
La scheda compilata e tutto il materiale vanno inoltrati a mezzo Poste Italiane o corriere, entro e non oltre il termine di adesione, fissato al 15 aprile 2009 all'indirizzo: Associazione Abusuan strada Vallisa 67/68 70122 Bari.
Informazioni: 0805283361 -
Scarsa efficienza delle amministrazioni pubbliche. L’opinione del personale degli enti pubblici del Mezzogiorno sull’efficienza dell’amministrazione di appartenenza, ovvero sulla capacità di sfruttare al meglio tempi e risorse disponibili, è generalmente critica. Una visione positiva è espressa invece sulla capacità di raggiungere, nonostante tutto, gli obiettivi prefissati. In particolare, il 55,4% del campione giudica il proprio ente per nulla o poco efficiente, con un’accentuazione tra il personale di regioni ed enti locali (63,8%). Il 60,6% ritiene invece che la propria amministrazione sia spesso o sempre efficace (soprattutto nelle istituzioni accademiche e scientifiche) (tab. 1).
Incoerenza tra mission e obiettivi: il «peso» della politica. Non sempre gli obiettivi da raggiungere fanno riferimento a principi guida coerenti con la mission delle strutture pubbliche. Se nel circuito università-ricerca a guidare le azioni è il progresso del sapere scientifico e tecnologico (per il 35,4% degli intervistati), regioni ed enti locali sembrano condizionati soprattutto dalle «pretese» dei referenti politici (29,8%). Per i dipendenti delle camere di commercio, invece, il volano è rappresentato dalle attese degli stakeholders (44%, mentre per il 12% è la politica a guidare le scelte).
Autoreferenzialità e isolamento. Efficacia sì, ma del tutto autoreferenziale: così si esprime il 22,1% degli intervistati a proposito degli enti di appartenenza, sottolineando l’eccessiva attenzione per il mero rispetto degli adempimenti e delle procedure amministrative. Un dato che sale al 27,9% nelle istituzioni scientifiche e universitarie. Un secondo sintomo di autoreferenzialità emerge dalla debolezza delle relazioni interistituzionali, vista la sostanziale assenza di reti solide e durature con il circuito nazionale o europeo della produzione scientifica e tecnologica. Per il 57,8% dei dipendenti di regioni, enti locali e camere di commercio le relazioni tra il proprio ente e le università o i centri di ricerca sono rare (45,4%) o del tutto assenti (12,4%) (tab. 2).
Le relazioni con l’Europa. Il personale del segmento accademico-scientifico, pur riconoscendosi parte di una rete di relazioni con analoghe strutture presenti sul territorio nazionale (81,4%), giudica del tutto insufficiente il collegamento con il mondo accademico e scientifico europeo: solo il 42,8% segnala, per la propria struttura, relazioni molto o abbastanza frequenti con l’Europa. L’isolamento riguarda soprattutto gli enti locali: il 48,3% ritiene che i contatti siano inesistenti, mentre il 42% li ritiene poco frequenti.
I rapporti con il tessuto produttivo. Anche i rapporti con il tessuto produttivo, verso cui dovrebbero indirizzarsi gli interventi pubblici a sostegno del trasferimento tecnologico, appaiono poco soddisfacenti. Il 61,9% degli intervistati lamenta una scarsa o nulla frequentazione, in particolare all’interno degli enti locali (65,4%). Nella dimensione locale, il 42% degli intervistati riferisce una rarefatta frequentazione con i luoghi di produzione dell’innovazione (tab. 3).
Come favorire il trasferimento tecnologico. La richiesta più diffusa per favorire il trasferimento tecnologico verso le imprese consiste nell’individuare o creare soggetti e canali di interfaccia che facilitino l’interazione tra gli istituti di ricerca e il tessuto imprenditoriale. Si tratta di un’esigenza avvertita soprattutto dagli istituti di ricerca (58,9%), ma che raccoglie la maggioranza relativa di segnalazioni (36,8%) anche tra il personale di regioni, enti locali e camere di commercio (tab. 4). Il 35,6% del personale delle Pubbliche Amministrazioni sottolinea l’ostacolo costituito dalla mancanza di accordi tra rappresentanze imprenditoriali, amministrazioni pubbliche, università ed enti di ricerca, mentre gli intervistati del circuito accademico-scientifico ritengono, nel 45,9% dei casi, che tali accordi sarebbero essenziali al trasferimento tecnologico.
Il progetto Karma@pa, realizzato dal Censis in collaborazione con Area Science Park di Trieste, London School of Economics e Interact, è stato sviluppato nell’ambito di un’azione pilota promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca relativa ad attività di alta formazione previste nel PON Ricerca 2000-2006. L’indagine, presentata oggi al convegno conclusivo presso il MIUR, si basa sulle risposte di un campione dei partecipanti ai corsi (complessivamente circa 4.000), appartenenti a circa 150 amministrazioni (regioni, enti locali, università, centri di ricerca, camere di commercio e istituti per l’alta formazione artistica e musicale) delle Regioni ex obiettivo 1 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna).
www.karma-pa.it

GUARDA IL VIDEO DEI LOGO A SANREMO!!!
VOTIAMOLIIIII...PASSATEPAROLA!!!! :))
I Logo sono tra gli artisti selezionati per la prima fase di Sanremo Web 2009. Una Commissione Artistica ha scelto non più di 100 canzoni/artisti che da mercoledì 14 gennaio sono diffuse sulla piattaforma web e proposte al pubblico che potrà esprimere la
propria preferenza con il televoto a partire dalla mezzanotte di domenica 18 gennaio.
Da qui in poi le canzoni più votate proseguiranno il cammino verso
il Festival: delle 100 canzoni, la prima settimana passeranno il turno le 50 più votate, la seconda settimana passeranno le 30 più votate e la terza rimarranno 10 canzoni finaliste. Queste si contenderanno, nei giorni della kermesse, il posto sul palcoscenico del 59° Festival di San Remo.
Dopo un 2008 ricco di soddisfazioni e di partecipazioni ad eventi importanti quali il Jack Daniel's Live Tour, il contest Edison Change The Music, le selezioni per Cocacola Soundwave '08, la partecipazione a trasmissioni su RockTv (Sala Prove e Database), i Logo entrano nel 2009 affrontando fiduciosi questa nuova esperienza.

“nu world music is on the road”
Sono stati 25mila i portoghesi accorsi nella piazza Cacilhas a Lisbona la notte del 31 dicembre per festeggiare il capodanno con la Municipale Balcanica ed alcuni DJ. Lo spettacolo del nuovo “tour to Damascus 2009” si replicherà in Portogallo a giugno e luglio. Di seguito ci sono le immagini girate dal nostro Manager Ricardo della Smog, da uno spettatore e dalla televisione portoghese.
31/12/2008 VIDEO
http://it.youtube.com/watch?v=
http://it.youtube.com/watch?v=
http://it.youtube.com/watch?v=
http://it.youtube.com/watch?v=
http://it.youtube.com/watch?v=
Segnaliamo inoltre prestigiose recensioni sulle riviste di settore Trad Magazine(fr), fRoots(uk), MondoMix(it), Musicaround.net(it), GirodiVite(it).
Il prossimo showcase di presentazione del disco si terrà presso lo Spazio OFF, piccolo Teatro stabile d’interazione di Trani(Ba) in collaborazione con Antonio Porcelli
C'est par biais, notamment, que l'ensemble cree un espace d'expression vraiment original Claude Ribouillault Trad Magazine
When they fire up on all cylinders, they still provide exhilarating excitement Michael Hingston fRoots
it is already considered one of the emerging giants of the world-fusion The Baltic Sea Cultural Centre
Non smentiscono le qualità dell’esordio gli otto ribaldi giovanotti che da Terlizzi hanno rivolto sin da piccoli lo sguardo oltre l’Adriatico Piercarlo Poggio Blow Up
e’ la via di Damasco di San Paolo e il gran cono di luce, qui, è la consapevolezza di essere sulla strada giusta Guido Festinese – Giornale della Musica
Municipale Balcanica, uno dei gruppi più interessanti che sta girando per lo stivale Plinio Bonato MondoMix
These talented musicians from Italy bring the world to our door. Their new album gives us the music we would encounter on the journey. Keith Wolzinger LA(USA)
Fans of groups as diverse as the aforementioned Gogol Bordello, classic Roma purists like and adventurous pioneers will devour this. LucidCulture NY(USA)
Eigentlich kann diese Musik nur mit Weltmusik betitelt werden und dafür hier und jetzt der Goldene Orsino für Municipale Balcanica. Roland Altenburger
Very upbeat & uplifting music. Great musicality and musicianship! Gil Medovoy - KDVS 90.3fm, Davis, California
La formazione, guidata dal percussionista Nico Marziale, ha fatto del nomadismo il proprio punto di forza Antonella Gaeta Repubblica
Un viaggio, Road to Damascus, che non racconta tanto l’arrivo quanto la strada che si percorre per raggiungerlo Viviana Leo Musicaround.Net
Basta ascoltare e lasciarsi sommergere da un ritmo incessante, energico, dirompente e vivace Giro di Vite
Più che un album, insomma, è uno scrigno magico...assolutamente da aprire Federica Petruzzi – Ondalternativa
uno dei gruppi più noti della scena Anna Puricella Repubblica
un disco che regala un' esperienza completa in cui si fondono attimi di pura frenesia e attimi di meditazione e estasi Lucia Nigro Fuori le Mura
NEW REVIEWS
Un orchestre de fanfare originaire des Pouilles(sud de l'Italie) avec des influnces deliberement mediterraneennes ed Est-europeennes, voilà qui, dans un creneau fort occupe (mais souvent plus que convenablement occupe), annunce punch et lyrisme. Eh bien, on n'est pas decu! Ce CD deborde d'energie, en ajoutant des ambiances qui, avec l'addition d'une mandoline ed une melodie plus italienne, jouent aussi la tendresse. Et que dire des plages chantees, comme "L'orso Ballerino", contradiction portee par une diction de bonimenteur rock, ou "L'aria migliore", aventure maritime revee... C'est par biais, notamment, que l'ensemble cree un espace d'expression vraiment original. Claude Ribouillault Trad Magazine Jan 2009
“The town band is a long tradition in southern Italy and the wind band instrumentation of saxophone, clarinet and trumpet make up the heart of the sound of Municipale Balcanica. The music draws on a wide variety of styles with Eastern Europe, Middle East, Arabic and jazz flavor. The album title gives an hint to some of the musical influences, but also suggest a sudden conversion. The strong jazz emphasis of the debut album has diminished a little in fovour of a more Middle Eastern influence, but there is still a fair amount of improvisation and jazz styles. The arrangements have become more sophisticated and more experimental. The title track includes some weird electronic sounds before the warm tones of flugelhorn take over, l’Aria Migliore is a gentle, pastoral ballad and Syndrome of Babylon makes a political point with battle sounds from Gulf War and the voice of George W. Bush. When they fire up on all cylinders, they still provide exhilarating excitement, but Road to Damascus contains a broader variety of ideas and texture.” Michael Hingston fRoots December 2008
“I ritmi incalzanti, le melodie dalle atmosfere dinamiche, il fiato soffiato negli strumenti, raccontano un mondo che incontra quelli vicini per diventarne uno nuovo, senza il rischio di risultare un ibrido asettico. Il filtro artistico della fanfara barese non si è voluto fermare solo di fronte al lato allegro della musica. Sono anche le storie difficili di uomini e donne conosciute nel tempo, che hanno dato voce all’espressione di contenuti decisamente non leggeri, quelli della guerra, quelli di una migrazione sempre più problematica che porta, con affanni e fatiche, nuova gente sulle sponde della nostra terra… Un viaggio, Road to Damascus, che non racconta tanto l’arrivo quanto la strada che si percorre per raggiungerlo. Un tragitto fatto di tempi dispari e ritmi zoppi, attraverso luoghi, coscienze, storie e tradizioni musicali che si spostano su una strada lunghissima, in poco meno di sessantacinque minuti, in un percorso che, passo dopo passo, avvicina Damasco sempre più e in cui “la strada per raggiungerla è sempre rischiosa, è sempre bellissima”.” Viviana Leo Musicaround.Net Dicembre 2008
“Folgorati sulla via di Damasco - MUNICIPALE BALCANICA, QUANDO LA PUGLIA INCONTRA L’EUROPA DELL’EST - Nel caso in cui vi chiedeste cosa potrebbe accadere se un gruppo di giovani pugliesi entrasse in contatto con la tradizione est europea, la risposta è: Municipale Balcanica, uno dei gruppi più interessanti che sta girando per lo stivale. Ne abbiamo parlato con uno dei fondatori del gruppo, Nico Marziale.” Plinio Bonato MondoMix n.3 2008
“Ascoltare il sound della Municipale Balcanica ("monicker" geniale-nda) significa entrare in contatto permanente con l'Europa Orientale. La vivi. Ti penetra nei più profondi meandri della tua spiritualità. Senti di vivere lì e non più in Italia. Questo loro "flavour" leggermente pop che lega, connette, intreccia musica tzigana, klezmer e yiddish è un'esperienza che va vissuta pienamente. Senza barriere. Senza preconcetti. Basta ascoltare e lasciarsi sommergere da un ritmo incessante, energico, dirompente e vivace. Tuttavia, non bisogna cadere nell'errore di considerare la Municipale Balcanica come un gruppo per divertirsi. Infatti, i testi parlano di tematiche di stretta attualità. Ecco la "mission" della Municipale Balcanica: musica e pensiero."Damasco è lontana/e la strada per raggiungerla/non è mai tranquilla/e per questo seduce…/e prima incontri storie antiche/e danze/e feste/e lacrime/e guerre/e giochi/e Luce/e poi racconti storie mai sentite prima/Damasco è vicina/e la strada per raggiungerla/è sempre rischiosa/è sempre bellissima".Questi versi composti dalla Municipale Balcanica esprimono il "mood" della band meglio di mille dotte recensioni che nella loro logorroica esposizione non sarebbero in grado di cogliere in senso del viaggio intrapreso dal gruppo pugliese alla scoperta delle terre emerse al di là del Mar Adriatico. Un viaggio che è anche all'interno di noi stessi. “ Giro di Vite, Dicembre 2008
“Der Goldene Orsino geht heute an Municipale Balcanica für ihre Produktion Road to Damascus. Das Septett stammt aus Apulien, dem Stiefelabsatz Italiens und schaut sozusagen aus dem Fenster über die Adria zum Balkan. Und nicht nur dieser hat in der Musik von Municipale Balcanica Spuren hinterlassen. Wie schon der Titel ihrer CD Road to Damascus ahnen lässt, würzt die Band ihre Musik mit Anleihen der arabischen Seite des Mittelmeers. Doch auch Jazz und Rock und natürlich italienische Banda-Musik gehören dazu. Eigentlich kann diese Musik nur mit Weltmusik betitelt werden und dafür hier und jetzt der Goldene Orsino für Municipale Balcanica.” Roland Altenburger, November 2008
“Non smentiscono le qualità dell’esordio(“Foua”,2005) gli otto ribaldi giovanotti che da Terlizzi, provincia di Bari, hanno rivolto sin da piccoli lo sguardo oltre l’Adriatico. Lo spirito delle fanfare dell’Est si unisce dunque alla perfezione, ai venti caldi del Meridione, in porza di una perizia tecnico-strumentale che mai come in questo caso serve a differenziare quest’opera da prodotti consimili di minor valore. E non è nemmeno da sottovalutare il piglio free-funk che alberga in taluni passaggi(si ascolti, ad esempio, Radish Lam), memore della lezione internazionalista di Carlo Actis Dato. Più retorico appare invece il tentativo di aprirsi in un paio di brani alla forma-canzone(L’Aria Migliore è ballata adattissima alle radio generaliste), ma curiosa e riuscita, in questa direzione, risulta esserela cover di Contessa, brano firmato da Enrico Ruggeri nel lontano 1980.(7/8)
Piercarlo Poggio – Blow Up, Novembre 2008
A fresh twist on Balkan/Romani traditional sound. Very upbeat & uplifting music. Great musicality and musicianship! Gil Medovoy - KDVS 90.3fm, Davis, California October, 2008
“Fiato Illuminato - … e’ la via di Damasco di San Paolo, quello dell’illuminazione: e il gran cono di luce, qui, è la consapevolezza di essere sulla (laica) strada giusta – quella di un combat folk che non rinnega le imperiose ed arruffate radici balcaniche rivendicate sin dal nome, almeno per l’approccio di giubilante fierezza dei fiati bandistici, ma cerca altre vie, altri scarti possibili ad un suono che è re-inventato di continuo.” Guido Festinese – Giornale della Musica – Novembre 2009
“Accade anche con quelli della Municipale Balcanica, nostrani zingari indiavolati con la banda di paese nell' anima. La formazione, guidata dal percussionista Nico Marziale, ha fatto del nomadismo il proprio punto di forza. Dal 2006 ha battuto le strade d' Europa tra Germania, Francia, Olanda, Bulgaria, Slovenia, Polonia. Esperienza che ha prodotto il cd "Road to Damascus" uscito in queste settimane. E se il titolo suggerisce l' idea del viaggio è anche vero che i ragazzi ripartiranno presto con "Tour to Damascus" preceduti dal disco che esce in Australia, Austria, Belgio, Olanda, Repubblica Ceca, Francia Germania, Inghilterra, America e, naturalmente, Giappone.” Antonella Gaeta, Repubblica 01-11-2008
This cd, their second, mixes Gogol Bordello-style Balkan punk rock with straight-up Roma dances, fiery klezmer breakdowns and other dark, danceable instrumentals with influences as far afield as Greek rebetika, psychedelic rock and, as the band makes very clear, the most radical elements of traditional Italian music… … Fans of groups as diverse as the aforementioned Gogol Bordello, classic Roma purists like Taraf de Haidouks and adventurous pioneers such as Metropolitan Klezmer will devour this.
LucidCulture NY(USA) October, 2008
“Municipale Balcanica brings limitless energy to their wide range of musical tastes. These talented musicians from Italy bring the world to our door. Their new album, ,,Road To Damascus, gives us the music we would encounter on the journey. Romantic Italian, energetic Klezmer, Greek, Gypsy and Romanian, mix with reflective middle -eastern modes. With a bit of techno for good measure, MB delivers a well-rounded visit to these faraway lands. Remember, the Road To Damascus leads both ways.” Keith Wolzinger LA(USA)- Klezmer Podcast October, 2008
“Traccia per traccia si ha come l'impressione di visualizzare davanti agli occhi le immagini di mondi differenti che si mischiano col nostro. Quasi si possono sentire gli odori, toccare con mano i colori...è per questo che "Road To Damascus" è un album che va assolutamente vissuto in prima persona, al di là dei giudizi di una recensione che, in questo caso, sono davvero marginali. In questo album non c'è nemmeno un punto debole… …"Road To Damascus" merita il massimo dei voti, perchè riesce a sposare perfettamente la cura degli strumenti sotto un aspetto meramente tecnico a una grande immaginazione che riesce a contagiare l'ascoltatore. Più che un album, insomma, è uno scrigno magico...assolutamente da aprire.” Federica Petruzzi – Ondalternativa 21-10-2008
"Even though the band has played together for only three years and released only one record, it is already considered one of the emerging giants of the world-fusion. Early inspirations of Municiple Balcanica focused around Balkan music traditions, including elements of bohemian and klezmer music and being a synthesis of the Eastern European sound and warmer tones of Southern Italy. However, the young musicians very quickly began experimenting, reinterpreting and modernising, in order to add new flavour to traditional tones and achieve a unique sound. "
The Baltic Sea Cultural Centre - September 2008
"Il gruppo pugliese prosegue il cammino avviato con il primo Fòua, una sintesi feconda e ispirata di sonorità provenienti dall'Europa dell'Est e di sapori mediterranei nostrani, aggiungendo per l'occasione un'inedita apertura mediorientale. Gli innumerevoli spettacoli dal vivo (molti anche all'estero) a cui hanno partecipato negli ultimi anni, non potevano che rendere ancora più robusto e tagliente il loro suono, consentendo alla MUNICIPALE BALCANICA di esprimersi con sempre maggiore originalità pur all'interno di coordinate musicali ben definite. In Road To Damascus infatti la precisione strumentale fornisce un vigore inusitato ai brani provenienti dalla tradizione (Kolomeika, Artigiana di luma, Usti usti baba), arrangiati sempre con un occhio attento al jazz e all'improvvisazione."
Felmay/Egea - Settembre 2008
"Ancora Puglia, questa volta in chiave folk, per uno dei gruppi più noti della scena. Le esibizioni della Municipale sono delle vere feste, merito dei componenti che affollano il palco come una platea e che tra collaborazioni e ospitate spesso superano le dieci unità."
ANNA PURICELLA Repubblica - 03 settembre 2008
"Grazie al loro carisma i concerti sono ricchi di giovani che si muovono e ballano cercando di inseguire un ritmo molto originale,lo loro esibizioni riescono a coinvolgere tutti alla ricerca delle proprie radici e invogliano ad una maggiore apertura verso tradizioni popolari diverse dalle nostre." "Il risultato è un album ricco di novità,è un disco che regala un' esperienza completa in cui si fondono attimi di pura frenesia e attimi di meditazione e estasi."
Lucia Nigro Fuori le Mura N.153 - 15 SETTEMBRE 2008
"Ancora una volta, dunque, terra che unisce mari, mare che mette in contatto terre e, soprattutto, uomini e suoni intenti a percorrerle entrambe, in tutti i sensi, questa volta transitando per Carpino."
Amedeo Trezza - Onda Radio
"Oltre ad essere un concentrato di ritmi tradizionali e brani originali dell'Est Europeo e del Mediterraneo, che invogliano gli spettatori a muoversi e ballare, il concerto della Banda Municipale Balcanica è anche un'esperienza culturale tout-court: uno stimolo a conoscere le proprie radici, a scoprire le differenti culture che continuamente si contaminano."
Il Sannio - 29 Agosto 2008
Ufficio Stampa
Ass. Cult. Mus. Municipale Balcanica
Viale Delle Mimose 24 70038 Terlizzi( Ba)Italy
Tel: 










+39 3403851346
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Solidaunia organizza presso la nuova sede di Viale Francia n. 30 a Foggia il
PRIMO PERCORSO DI EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA'
Incontri, dibattiti, proiezioni, drammatizzazioni, giochi ed altro….
16 gennaio 2009 ore 20,30
Accoglienza e dinamiche di relazione
Introduzione e sviluppo del programma.
"Carta di Peters"
23 gennaio 2009 ore 20,30
Nozioni di Colonialismo
Drammatizzazione " La tratta degli schiavi"
Momento di discussione
Eventuale successiva proiezione del film "Amistad"
6 febbraio 2009 ore 20,30
Nozioni su "Imperialismo, Decolonizzazione, Neocolonialismo"
" Gioco degli scambi commerciali"
20 febbraio 2009 ore 20,30
Responsabilità del Sud e del Nord
Organismi Internazionali / multinazionali
" Drammatizzazione del caffè"
6 marzo 2009 ore 20,30
Debito dei Paesi impoveriti
Gioco
20 marzo 2009 ore 20,30
Invasione e saccheggio commerciale
3 aprile 2009 ore 20,30
"Sguardo collettivo"
Testimonianze di ragazzi in terra di Missione
17 aprile 2009 ore 20,30
"Tecniche di conoscenza del sè e del gruppo inteso come
risorsa di possibile cambiamento della realtà sociale"
19 aprile 2009
Incontro con Francuccio Gesualdi su
"CONSUMO CRITICO"
(luogo ed orario da definrsi)
8 maggio 2009 ore 20,30
"Dinamiche interazionali interne ai gruppi e tecniche per
la mediazione e il superamento dei conflitti"
22 maggio 2009 ore 20,30
Lo " STILE" del volontario
giugno e luglio 2009 ore 20,30
programma specifico per i gruppi in partenza
in luoghi di missione
Team Pugliattiva (Regione Puglia)

Il Comune di Troia è lieto di proporre all'attenzione degli interessati "Un Click a Troia": la prima mostra fotografica di Bruno Botticella, che si inaugurerà presso la Sala Azzurra del Museo Civico di Palazzo D'Avalos nel giorno 13 dicembre 2008 alle ore 18.30.
La mostra si dividerà in due sezioni espositive:
La prima conterrà gli scatti relativi ad una manifestazione di fede popolare tra le più antiche e suggestive del Tavoliere: la processione che rappresenta la morte e la passione di Gesù Cristo, che si celebra annualmente a Troia il pomeriggio del Sabato Santo e che prevede la partecipazione di centinaia di fedeli abbigliati in costume d'epoca che sfilano tra le ali di folla degli spettatori mettendo in scena i momenti salienti della passione e crocifissione di Gesù.
La seconda unità espositiva conterrà invece fotografie relative a momenti della vita quotidiana dei cittadini di Troia, con particolare attenzione agli aspetti sociali e culturali delle attività ritratte, ivi rappresentate nel loro semplice ed irripetibile "divenire".
Le opere di Bruno Botticella manifestano senza dubbio uno spiccato orientamento per il reportage "sociale", in cui ogni scatto cerca di cogliere artisticamente (ma non meno realisticamente) tutto l'umano sentire, nel tentativo di riuscire a ritrarre le storie della vita del singolo e della collettività intese come atti unici ed irripetibili.
Ed in un periodo in cui il la diffusione della manipolazione digitale delle immagini, gli effetti speciali, la possibilità di visualizzare e correggere all'istante lo scatto sbagliato hanno tolto alla fotografia il fascino dell'artigianato puro, fa veramente notizia e sensazione vedere le foto del giovanissimo Bruno, che con convinzione e incredibile amore per la fotografia si esprime "all'antica", usando una macchina fotografica tradizionale con tanto di pellicola in bianco nero ad alta sensibilità.
Non a caso hanno scritto di lui:
"…tra le nuvole, poi, leggi quelle fotografie, quelle immagini, e ti accorgi che non sono visioni ma è la realtà: quella di tutti i giorni, quella vicino a te" ;
"…e poi ti fermi a pensare e vedi che tutto è dentro di te con la grazia e con la violenza delle forme, con la nitidezza e lo sfocarsi dei colori, con la statica delle cose e con la dinamica dei corpi, con le ombre e con le luci."
"…con apparente semplicità, giocando su inquadrature essenziali, ferma su carta ciò che lo ha emozionato, senza passare attraverso la lente deformante di un computer. Le sue fotografie ci catturano per condividere con lui il battito accelerato di una emozione."
"…e la macchina ha fatto solo click su un mondo che ogni giorno abbiamo davanti e che spesso non vediamo."
Certi della rilevanza culturale di questo evento e con la speranza che contribuisca allo sviluppo della coscienza civica e sociale di una comunità capace di riflettere ed analizzare il proprio presente, passato e futuro, preghiamo gli interessati di dare massima diffusione a questo evento.
E' uscito il bando della dodicesima edizione del festival internazionale di cortometraggi Inventa un Film Lenola.
Il tema dell'anno è SOGNI.
Il bando completo e la scheda d'iscrizione sono sul sito www.inventaunfilm.it
Inventa un Film è da domenica anche su facebook .
Categoria Arti e spettacolo: Inventa un Film
http://www.facebook.com/group.
Ermete Labbadia
Il fuoco della pace: luce per le nostre coscienze, energia per il nostro agire.
di Francesco Lenoci
Patriae Decus della Città di Martina Franca
Docente Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano
Vicepresidente Associazione Regionale Pugliesi – Milano
Sabato 25 ottobre 2008 (l’ultima volta che ho parlato in Puglia) presso l’Hotel Nettuno di Brindisi ho svolto una relazione dal titolo “Ombre e luci nell’implementazione di Basilea 2: suggerimenti operativi per eliminare le prime e ravvivare le seconde”.
Ho parlato di economia a circa 200 professionisti, tra cui alcuni amici che rivedo con grande piacere, stasera, 15 novembre 2008, a Martina Franca, presso questo meraviglioso monumento Unesco messaggero di una cultura di pace, che risponde al nome di Basilica di San Martino.
Il nome “Martino” deriva da Marte, dio della guerra, e significa “piccolo Marte”. Dandogli quel nome, il padre, soldato divenuto in seguito tribuno militare, si augura che Martino segua le sue orme.
Il fato gli dà una mano, in quanto nel 331 d.C. un editto dell’imperatore obbliga tutti i figli dei veterani ad arruolarsi nell’esercito. Il quindicenne Martino entra così nel corpo delle cinquecento guardie imperiali, disponendo di un cavallo e di uno schiavo.
A quei tempi lo schiavo era considerato una cosa, di proprietà assoluta del padrone. Lo sanno in pochi, ma Martino rovescia tale logica e non lo tratta come uno schiavo, ma come amico e fratello, seguendo l’insegnamento di San Paolo che ammoniva: “Non c’è più giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, ma siete tutti una sola cosa in Gesù Cristo” (Cfr. Monsignor A. Amato, Omelia nella Basilica di San Martino, 2004).
In seguito, lo sappiamo tutti, alle porte di Amiens, Martino fa a metà del suo mantello con un povero seminudo e intirizzito dal freddo di un rigidissimo inverno. Gesù stesso, nella notte, gli appare in sogno rivestito della parte del mantello con cui aveva ricoperto il povero, a confermare la validità perenne della parola evangelica: “Ero nudo e mi avete vestito…. Ogni volta che avete fatto ciò a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Che cosa bella: il nome Martino. . . . da simbolo di guerra . . . . diventa simbolo di pace e carità!
Oggi, più che mai, il mondo ha bisogno di carità, perchè è la carità la fonte di ogni bene. È sorgente di pace, di giustizia, di comunione, di gioia, di perdono, di fratellanza.
Questo sabato sera, rispondendo alla chiamata di don Franco Semeraro, devo parlare di pace . . . .in una Chiesa intitolata al santo patrono di Martina Franca: San Martino . . . . e, lo confesso, ho un certo timore a pensare di esserne degno.
Ciò che mi esorta a farlo . . . . e mi dà tanta gioia . . . . è che di amici ne vedo proprio tanti: amici lontani e vicini, antichi e nuovi, che vedo con una certa frequenza a Milano e che vedo di rado. Quelli che ricordo sempre, soprattutto tramite e-mail e sms, che mi piace definire amici “costanti” e quelli che, talvolta, restano dimenticati per un certo periodo di tempo: i miei amici “intermittenti”. Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre. Quelli che conosco profondamente e quelli che non conosco a sufficienza. Quelli che mi hanno fatto anche soffrire e quelli ai quali devo molto.
Ma ciò che mi rende ancora più felice è che, adesso. . . .anche adesso. . . affiorano nella mia anima, nel mio cuore e nel mio cervello i ricordi dei momenti vissuti con tanti amici, tante persone care . . . . che non ci sono più, ma . . . . ne sono certo . . . . mi stanno ascoltando e aiutando.
Alla “Giornata mondiale della pace” è dedicato dal 1968 il primo giorno dell’anno, giorno in cui tutti i cristiani e le persone di buona volontà sono chiamati dal Papa a riflettere e pregare per il bene più grande per l’umanità, che si chiama pace.
Lo sappiamo tutti: la pace fa paura, perché costa più della guerra. Non si riduce a donare qualche briciola di ciò che per noi rappresenta il superfluo, ma pretende la conversione del cuore.
La pace non si costruisce solo con le parole ma, anche e soprattutto, con i fatti, vale a dire - come ha insegnato un infaticabile costruttore di pace: don Tonino Bello - passando dalla teoria alla pratica attraverso le “trincee operative”, seguendo le parole del Signore: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. La pace che io vi do non è come quella del mondo: non vi preoccupate, non abbiate paura”.
La pace non si semina a parole e si concretizza, anche, nei semplici gesti della vita quotidiana: salutando, sorridendo, prevenendo un desiderio o una necessità del prossimo che ci vive accanto, ascoltando chi non cerca parole ma comprensione.
È la famiglia ad essere la prima e la più importante palestra dove quotidianamente si fanno esercizi che permettono di diventare costruttori di pace. I genitori sanno che educarsi alla pace (e non solo educare alla pace) è la base per qualsiasi processo di formazione della persona. Quando si parla di vera educazione, il relativo verbo ammette solo la coniugazione riflessiva: educarsi. Perché chi educa è educato e chi è educato . . . .educa.
La pace si fortifica a contatto con l’altro, a mano a mano che si cresce e crescono i contatti con le persone, ognuna delle quali ci arricchisce con la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria fede. Dobbiamo imparare a comprendere le differenze come doni offerti e non come barriere che dividono.
L’arcobaleno, con i suoi sette colori, è il simbolo della pace non solo perché appare alla fine di un temporale e segna l’inizio della “quiete dopo la tempesta”, ma perchè rappresenta la convivenza dei tanti colori dell’iride che, con la loro straordinaria differenza, formano un arco meraviglioso, capace di abbracciare tutto il cielo per poi fondersi nuovamente nell’unico raggio luminoso.
L’educazione alla pace trova la sua sorgente e il suo alimento nella figura di Gesù Cristo: nelle sue parole e nelle sue azioni. Gesù si è manifestato come datore di pace. Gesù è la fontana antica alla quale tutte le persone di buona volontà possono recarsi per attingere l’acqua viva che disseta, l’acqua che dona refrigerio e pace (Cfr. L. Ferraresso, “Gesù di Nazaret: la fontana antica”, in Pace, Edizioni Messaggero Padova, 2006).
Pace, secondo don Tonino Bello, non è una parola . . . .ma un vocabolario.
Pace è un cumulo di beni. È la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo possa godere.
Pace è giustizia, salvaguardia del creato, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza.
Pace è riconoscimento reciproco della dignità umana, rispetto, accettazione dell’alterità come dono.
Pace è temperie di solidarietà: l’imperativo morale che noi credenti chiamiamo “comunione”.
Pace è il frutto di quella che viene indicata come “etica del volto”: un volto da riscoprire, da contemplare, da accarezzare.
Pace non è la semplice distruzione delle armi. E non è neppure l’equa distribuzione dei pani a tutti i commensali della terra. Pace è mangiare il proprio pane a tavola insieme con i fratelli.
Di qui il nostro compito: dire alle nostre comunità, alle nostre città, in cui serpeggiano dissidi, di saper stare insieme a tavola. Non basta mangiare, bisogna mangiare insieme! Non basta avere un pane e ognuno se lo mangia dove vuole: bisogna poterlo mangiare insieme!
Di qui la nostra missione: sedere all’unica tavola, far sedere all’unica tavola i differenti commensali senza schedarli, senza pianificarli, senza omologarli, senza uniformarli.
Questa è la pace: convivialità delle differenze.
Cito una meravigliosa esortazione di don Tonino alla pace:
“Il Signore è sceso sulla terra assetata di pace
e ha scavato il pozzo artesiano della pace,
servendosi della Croce come se fosse una trivella. . . .
Adesso è compito nostro portare l’acqua in superficie
e farla arrivare fino agli estremi confini della terra”.
Dobbiamo impegnarci affinché la pace giunga fino agli estremi confini della terra. Ma è difficile! Come si fa?
La lucidissima analisi di don Tonino è che dobbiamo impegnarci in scelte di percorso, in tabelle di marcia: non possiamo parlare di pace indicando le tappe ultime e saltando le intermedie! Se non siamo capaci di piccoli perdoni quotidiani fra individuo e individuo, tra familiari, tra comunità e comunità . . . .è tutto inutile! La pace non è soltanto un pio sospiro, un gemito favoloso, un pensiero romantico ma è, soprattutto, prassi.
Osserva don Tonino: “L’acqua è una: quella della pace. Le tecniche di conduzione, invece, . . . . sono diverse e diverse sono anche le ditte appaltatrici delle condutture. Ed è giusto che sia così!
L’importante è che queste tecniche siano serie, intendano servire l’uomo e facciano giungere l’acqua agli utenti:
Chiarisce don Tonino:
Servendo la causa della pace . . . . si serve l’uomo: è questa la conclusione cui perviene don Tonino Bello, ammonendo circa i tanti casi in cui, per interesse o imperizia, non si serve affatto la causa della pace.
Permettetemi di fare un domanda difficile, brutta, infame, terribile: nel mondo, adesso, prevalgono concetti quali Pace, Amore e Amicizia . . . . oppure concetti quali guerra, odio e inimicizia?
La risposta, per chi è dotato di telecomando e di mouse, purtroppo, è scontata.
La risposta. . . . sarei felicissimo se potessi ricredermi . . . . purtroppo, è che notiziari che parlano di guerra, odio e inimicizia sono diventati familiari alla maggioranza dei popoli della terra.
Non voglio parlare di cose più grandi di me . . . . parlo delle cose che conosco: la cultura d’impresa e la cultura sportiva.
Ebbene, per evocare impegno, determinazione e successo . . . . per favore, se sbaglio, correggetemi . . . .tante volte, troppe volte . . . . si evocano le battaglie, le guerre . . . . cose che ammazzano e basta!
Dice don Tonino: “Dovremmo chiedere al Signore la grazia dell’indignazione, perché non sempre ci indigniamo”.
E ancora: “Dio che diventa uomo ci faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera . . . diventa idolo della nostra vita, il sorpasso . . . . progetto dei nostri giorni, la schiena del prossimo . . . . strumento delle nostre scalate”.
E ancora: “Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla nostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che non lontano da noi, con l’aggravante del nostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si eseguono pignoramenti, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame”.
Lo dico a tutti i politici della terra: con la militarizzazione dei territori non si ottiene nulla. Occorre pensare e provvedere alla socializzazione delle persone che vivono nei territori, all’educazione delle persone.
Per tanto tempo si è pensato che l’educazione riguardasse, in buona sostanza, i bambini e gli adolescenti.
Non è così, come emerge - anche - dal testo di una canzone tra le più ascoltate nel 2008 in Italia:
“Un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su.
Era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero.
Ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio è sulle cose
la tele dice che le strade sono pericolose.
Ma l’unico pericolo che sente veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente:
il profumo dei fiori, l’odore della città,
il suono dei motorini, il sapore della pizza,
le lacrime di una mamma, le idee di uno studente,
gli incroci possibili in una piazza . . . .
(Cfr. L. Cherubini, Fango)
La domanda che sorge spontanea è come fanno simili adulti, come facciamo noi adulti, a incarnare valori realisticamente perseguibili, a testimoniare una vita ricca di senso e di significato?
La risposta è che occorre educare gli adulti e, quindi, che occorrono nuove competenze operative per i docenti, da individuare attraverso adeguati approcci metodologici (Per tutti M. L. De Natale – S. Monno, Educare gli adulti, Armando Editore, 2007).
Ma manca ancora qualcosa. . . .e faccio ancora una volta ricorso a don Tonino Bello.
La sera del 31 marzo 2008, in questa Chiesa, ho letto una meravigliosa preghiera di don Tonino “Preghiera sul molo” da tutti conosciuta come “La lampara”. Ne rileggo una parte:
“Un’ultima implorazione, Signore.
È per i poveri,
per i malati, i vecchi, gli esclusi.
Per chi ha fame e non ha pane.
Ma anche per chi ha pane e non ha fame.
Per chi si vede sorpassare da tutti.
Per gli sfrattati, gli alcoolizzati, le prostitute.
Per chi è solo. Per chi è stanco.
Per chi ha ammainato le vele.
Per chi nasconde sotto il coperchio di un sorriso
cisterne di dolore.
Libera i credenti, o Signore,
dal pensare che basti un gesto di carità
a sanare tante sofferenze.
Ma libera anche chi non condivide le speranze cristiane
dal credere che sia inutile spartire il pane e la tenda,
e che basterà cambiare le strutture
perché i poveri non ci siano più. . . .
Concedi, o Signore, a questo popolo che cammina
l’onore di scorgere chi si è fermato lungo la strada
e di essere pronto a dargli una mano
per rimetterlo in viaggio”.
È stupefacente la richiesta di don Tonino (concedi l’onore di scorgere chi si è fermato lungo la strada . . . .), ma a me convince, eccome se convince. Riflettiamoci insieme . . . . Chi, secondo voi, adesso, è fermo lungo la strada, incapace di proseguire il cammino da solo? . . . .
Quando penso a qualcuno fermo lungo la strada. . . .io penso ai giovani, oggi mortificati da un’istruzione in certi casi inadeguata, da un mercato del lavoro che sovente li discrimina a favore dei più anziani, da un’organizzazione produttiva che troppo spesso non premia il merito, non valorizza le capacità.
E chi sono i giovani? . . .Sono il futuro dell’umanità!
A tale punto fermo associo una frase tanto cara a Donato Menichella, un grande Governatore della Banca d’Italia: “Il futuro nostro, dei nostri figli . . . . sta in noi, in tutti noi”.
Ebbene, è mio profondo convincimento che dobbiamo fare di tutto, dobbiamo fare di più . . . . per stimolare in tutti, nei giovani in particolare, una creatività più fresca, una fantasia più liberante e la gioia turbinosa dell’iniziativa.
Dobbiamo convincerci e convincerli che per crescere occorre spalancare la finestra del futuro, progettando insieme, osando insieme, sacrificandosi insieme.
Io non ho avuto la grazia di conoscere, di persona, don Tonino Bello, ma Agostino Picicco sì: lui l’ha conosciuto. Vi faccio un regalo: vi rivelo la frase che don Tonino disse ad Agostino in procinto di lasciare Giovinazzo per andare a vivere, studiare e lavorare a Milano.
Il mio amico Agostino l’ha condivisa con me, io la condivido con voi, . . . . voi condividetela con tutti i giovani che conoscete.
Disse don Tonino Bello: “Non pensare a fare carriera, ma a fare strada”. La “strada” intesa quale nuovo modo di vivere la dimensione professionale, vale a dire privilegiando l’essenzialità, l’attaccamento al lavoro, la condivisione delle conoscenze, il dare e l’ottenere fiducia.
Mi avvio alle conclusioni.
Purtroppo, devo fornire una serie di dati di cui, come esponenti del genere umano, dovremmo (rectius: dobbiamo) vergognarci.
Una rivista specializzata riporta i paesi in cui è attualmente in corso una guerra (sono 24) elencando il numero di morti dal 15 agosto al 17 settembre 2008. La nota di commento è agghiacciante: il numero dei morti è sempre da intendersi per difetto: in molti paesi del mondo non si contano i vivi, figuriamoci i morti (Cfr. Peace Reporter, ottobre 2008).
Attualmente il 20% circa della popolazione mondiale consuma l’83% circa delle risorse mondiali (Cfr. www.giovaniemissione.it).
Vi è chi ravvisa somiglianze fra gli antichi flagelli (la peste, il vaiolo . . . .) e l’attuale crisi finanziaria, soprattutto per quanto riguarda l’impatto sulla vita concreta della gente comune e dei più poveri in particolare. Il sito ufficiale della Chiesa Anglicana contiene una preghiera per l’attuale situazione finanziaria, che comincia così:
“Signore, viviamo in giorni turbolenti:
in giro per il mondo,
i prezzi salgono,
i debiti aumentano,
le banche falliscono o vanno in crisi,
i posti di lavoro svaniscono,
e sentiamo minacciata la nostra fragile sicurezza. . . .”
(Cfr. P. Foglizzo, “Crisi finanziaria, moderno flagello”, in Aggiornamenti Sociali, novembre 2008).
Oggi gli economisti sono concordi nell’ammettere che è notevolmente cresciuto lo scarto di reddito tra i più ricchi tra i ricchi e i più poveri tra i poveri, sia all’interno dei paesi ricchi, sia nei paesi poveri. Di qui la comparsa e l’aumento, nei paesi ricchi . . . .di una grande povertà e nei paesi poveri . . . .di una miseria assoluta.
Da una rivista specializzata apprendiamo delle “guerre dell’acqua”, che vanno dal Medio Oriente all’America Latina, dalla Cina al Messico, dall’India all’Iran. . . .e dei vergognosi sprechi, scandali e inefficienze che concernono USA, Unione Europea e Italia (Cfr. L’Europeo, novembre 2008).
La domanda da porci è perché continuiamo a correre verso “Samarcanda”, dove non ci aspetta che guerra, distruzione, morte?
Come si può cambiare direzione?
Don Tonino Bello ci ha indicato le tre pietre che scatenano una cultura di guerra, che dobbiamo svellere:
Non si costruisce la città nuova con tali pietre. Sono pietre antiche: dobbiamo rimuoverle.
Le tre pietre che costruiscono la cultura della pace sono:
Sono queste le tre pietre che dobbiamo usare per costruire una città nuova intorno alla “fontana antica”.
In dettaglio, don Tonino Bello indica:
Con la sua parola e il suo esempio don Tonino Bello, un grande profeta, riaccende la speranza: quella di un mondo che nel terzo millennio riscopre la carità e la giustizia, che accoglie la diversità e ripudia la violenza.
Vivere nella speranza significa vivere un nuovo rapporto con le cose: avere le cose non significa possederle in modo egoistico, ma condividerle. La condivisione non è la perdita delle cose, ma un loro possesso più forte e ampio.
Vivere nella speranza inaugura anche un nuovo modo di relazionarsi con le persone, per cui si passa dal bieco egoismo al dono, al perdono, alla comunicazione, al riconoscimento: si crea una cultura della convivialità.
San Martino e don Tonino Bello sono esempi concreti e convincenti di come si possa attuare una cultura della condivisione e della convivialità.
Se decidiamo che non vogliamo andare a “Samarcanda”, non dobbiamo fare altro che imitare, nel nostro piccolo, l’esempio che ci hanno dato. San Martino e don Tonino Bello sono e saranno felicissimi di aiutarci. Intercede e intercederà per noi anche la Madonna, cui rivolgiamo la seguente meravigliosa preghiera di don Tonino Bello.
“Santa Maria, donna del primo passo, chi sa quante volte, nella tua vita terrena, avrai stupito la gente per avere sempre anticipato tutti gli altri agli appuntamenti del perdono.
Chi sa con quale sollecitudine, dopo aver ricevuto un torto dall’inquilina di fronte, ti sei alzata per prima e hai bussato alla sua porta, e l’hai liberata dal disagio non disdegnando il suo abbraccio.
Chi sa con quale tenerezza, nella notte del tradimento, ti sei alzata per raccogliere nel tuo mantello il pianto amaro di Pietro.
Chi sa con quale batticuore sei uscita di casa per distogliere Giuda dalla strada del suicidio. . . .
Donaci, ti preghiamo, la forza di partire per primi ogni volta che c’è da dare il perdono. Rendici, come te, esperti del primo passo. Non farci rimandare a domani un incontro di pace che possiamo concludere oggi. Brucia le nostre indecisioni. Distoglici dalle nostre calcolate perplessità. Liberaci dalla tristezza del nostro estenuante attendismo. E aiutaci perché nessuno di noi faccia stare il fratello sulla brace, ripetendo con disprezzo: tocca a lui muoversi per primo!
Santa Maria, donna del primo passo, . . . gioca d’anticipo anche sul cuore di Dio. Sicché quando busseremo alla porta del cielo, e compariremo davanti all’Eterno, previeni la sua sentenza. . . . Prendici per mano e coprici con il tuo manto. Con un lampo di misericordia negli occhi, anticipa il suo verdetto di grazia. E saremo sicuri del perdono. Perché la felicità più grande di Dio è quella di ratificare ciò che hai deciso tu”.
È attivo da lunedì 3 novembre lo Sportello interattivo dell’Associazione Turistica Pro Loco di Bisceglie (Ba) dedicato all’utenza online per essere in maniera sempre più incisiva al servizio dei turisti e dei cittadini.
Sarà possibile pertanto ottenere in tempo reale informazioni riguardanti iniziative, eventi, monumenti, numeri utili della Città di Bisceglie e così via.
Basterà aggiungere tra i propri contatti di Live Messenger l’indirizzo msn@prolocobisceglie.it ed attendere l’accettazione.
Il Servizio, attivo in via sperimentale nel bimestre novembre-dicembre dalle ore 09:30 alle ore 12:30 e dalle ore 17:30 alle ore 20:30, sarà interamente curato dai Volontari del Servizio Civile presso la sede della Pro Loco in Via Giulio Frisari n. 5.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il portale web dell’Associazione www.prolocobisceglie.it .
Per altre comunicazioni è possibile scrivere ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
oppure visitare la sezione “Contatti” del sito.
Dalla prossima settimana sarà inoltre possibile iscriversi al Servizio “Newsletter” della Pro Loco per essere costantemente aggiornati sulle attività dell’Associazione.
Francesco Brescia,
addetto stampa Pro Loco Bisceglie
Class Action, il reality scolastico inventato dal Costa di Lecce
che parla di cultura d'impresa non "nuoce", anzi.
Dopo un mese di attività del "game", i concorrenti (gli alunni della classe 5B), i giudici (i loro docenti) ed il pubblico (i visitatori esterni) possono già esprimersi e tirare un primissimo bilancio.
Il "gioco" è iniziato il 1 ottobre scorso, le regole erano definite ed il layout su internet era on-line, i 22 giocatori, divisi in 10 squadre erano ai box di partenza, ciascuno con il proprio ruolo, erano carichi e pronti a gareggiare e a sfidarsi a colpi di genialate imprenditoriali e mosse strategiche di marketing.
Oggi, dopo i primi trentuno giorni di gara si possono elencare i seguenti fatti:
A livello generale:
Nello specifico:
Il team che si occupa di Turismo Innovativo - ha realizzato l'edizione autunnale della Formula 30-20-10, ha messo le basi per una proficua collaborazione con l'APT di Lecce, ha inventato ed è riuscita a far firmare i primi contratti per i "Quadrotti".
Il team che si occupa della SKS - Student Kard System - ha stilato nuove convenzioni per concerti (Morgan + Aram Quartet) e feste (discoteche e halloween), ha iniziato ad individuare gli studenti "promoter" presso le altre scuole superiori, ha venduto nuove card.
Il team che si occupa di AutoPromozione - ha trovato nuovi punti vendita per i gadget, ha convinto aziende ad apporre lo stemma sul proprio materiale aziendale, ha ottenuto da Acaba Produzioni e Rai Cinema l'autorizzazione a realizzare il sito ufficiale del film "Galantuomini" di Edoardo Winspeare, ha avuto e gestito un proprio stand nell'ambito di "Artigianato Mon Amour", ha progettato l'impianto per i nuovi calendari 2009.
Il team che si occupa della Salentoteca - ha realizzato i primi pannelli espositivi per la mostra fotografia permanente, ha inviato a librerie e case editrici la comunicazione di richiesta di volumi per la biblioteca.
Il team che si occupa della guida Top & Unique - ha realizzato il data-base degli operatori nei settori ristorazione, ospitalità, artigiani, prodotti gastronomici, altre produzioni.
Il team che si occupa di Corsi & Percorsi - ha realizzato l'impianto e la prima raccolta dati per la pubblicazione di tutti i corsi di formazione che hanno luogo sul territorio.
Il team che si occupa di Rusci Nosci - ha realizzato l'impianto del sito che ospiterà il data base on line di tutti i musicisti salentini, ha realizzato le prime schede degli artisti.
Il giocatore che si occupa della Agenda Eventi - ha costantemente aggiornato la pagina degli eventi e delle iniziative che hanno luogo sul territorio sul sito di Repubblica Salentina.
Ricordiamo che "Class Action - Azione di classe per fare impresa" è la nuova iniziativa dell'Istituto Costa di Lecce e la grande novità introdotta è il contesto in cui viene realizzata questa originale esperienza formativa, ossia gli alunni della classe VB opereranno per otto mesi, da ottobre a maggio, nella gestione di una impresa reale come se fossero "concorrenti" in un "reality", contesto, quello del reality, che i giovani comprendono bene e che sentono molto vicino. Class Action non è trasmesso in tv bensì è on line su Internet: www.classactionreality.it
Approfondimenti, immagini e foto sul sito ufficiale del game.
Foto dei "concorrenti" e della classe in alta risoluzione saranno fornite su richiesta.
Ringraziamo per l'attenzione e auguriamo buon lavoro.
La mostra, dedicata al rapporto tra arte ed ecologia, nasce in Puglia ed è una bella dimostrazione della creatività e dell'ingengo della terra di Bari: è infatti organizzata da SECOP Edizioni di Corato, la casa editrice fondata da Peppino Piacente e Raffaella Leone. Sempre pugliesi sono Antonio Serlenga, il designer che ha progettato l'allestimento, Francesco Martinelli e i suoi collaboratori, che hanno realizzato il cortometraggio "Mio figlio è l'albero" (tra le opere in mostra), l'artista Luciano Montemurro e il grafico Pier Francesco Uva, che ha curato l'immagine della mostra.
Dodici artisti per San Francesco d'Assisi
Rileggendo il "Cantico delle Creature", la mostra FRATELLO AMBIENTE SORELLA ARTE celebra il Patrono d'Italia, il primo ecologista della storia.
ROMA – CASTEL SANT'ANGELO, Sale Alessandro VI
dal 30 settembre al 26 ottobre 2008
Una piccola torcia è la guida per addentrarsi nella penombra delle Sale Alessandro VI di Castel Sant'Angelo a Roma, che ospitano fino al 12 ottobre la mostra collettiva di arte contemporanea "Fratello Ambiente Sorella Arte", curata dalla SECOP Edizioni di Peppino Piacente, con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Lazio, Provincia di Roma, Provincia di Bari, Comune di Roma, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale della città di Roma e Comune di Corato (Ba). L'inaugurazione si è svolta il 30 settembre nella sontuosa Sala Paolina del castello papale alla presenza della conduttrice televisiva Livia Azzariti, madrina della mostra, dell'Onorevole Antonio Leone, Vice Presidente della Camera dei Deputati, e di Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma
È singolare e pieno di suggestione l'allestimento progettato dal designer Antonio Serlenga: il percorso espositivo si articola infatti attraverso quattro sezioni, la Stanza del Fuoco, la Stanza dei Profumi e del Cantico, la Stanza degli Uccelli e del Vento e quella dell'Acqua e del Sole. Facendosi strada tra i rami intricati di una natura intenta a difendersi, i visitatori fruiscono in maniera attiva delle opere, scoprendone i particolari e l'incanto alla luce delle torce, tra stimolazioni sonore, olfattive e luminose.
Ispirandosi alla lezione di San Francesco d'Assisi, considerato il primo ecologista della storia, l'esposizione propone una rilettura in chiave contemporanea del "Cantico delle creature", nella convinzione che ritrovare il senso della fratellanza fra l'uomo e il creato è la chiave di uno sviluppo sostenibile e in accordo con il rispetto dell'ambiente.
Ad accogliere il visitatore, nella Stanza del Fuoco, è l'opera "Messaggeri" dell'artista Carlo Marraffa: risultato di una composizione di due fotografie, l'opera vede affiancati il Santo con il saio indosso, messaggero dell'amore per la terra, e una colomba reale, messaggera della pace. Tra lingue guizzanti di fiamma, l'olio su tela "Le Ali dello Spirito" della scozzese Alison Brown è un vorticare di immagini intorno alla figura di San Francesco, che introduce il visitatore in una dimensione surreale, in cui il pensiero incontra la fede.
Sono quattro "Crisalidi" di Giulio Rossetti a fare da motivo portante della Stanza dei Profumi e del Cantico: tra sensualità, rarefazione onirica e riferimenti classici, le tele mostrano la metamorfosi di figure femminili in farfalle, in procinto di spiccare il volo, suggerendo che non c'è soluzione di continuità o senso di alterità tra uomo e natura. A fare da sostegno alle tele sono quattro manichini, protagonisti di un girotondo che segna il cammino del visitatore; i loro occhi sono bendati, a simboleggiare l'incapacità dell'uomo di guardare la bellezza del creato. Al centro del girotondo, due opere di Cecilia Di Rocco: l'artista romana si cimenta in una pittura che utilizza un linguaggio realistico per un racconto simbolico, facendo rivivere la nobile tradizione di un'arte sacra nutrita di figurazione. Un tronco d'albero è al centro dell'opera "Ritorno alla natura", nel quale si profilano due volti affiancati: quello del Santo e quello della natura, partecipi di una medesima esistenza. Col titolo "I poverelli", invece, sono raffigurati un bambino e un uccellino che mangiano le stesse briciole. Ad abbracciare il loro pasto e la loro unione è il mondo intero, rischiarato da una luce divina. Completa il percorso espositivo della stanza l'opera "2due per 2due" della trevigiana Ferj Codognotto, che utilizza foglie, rami secchi, un orologio rotto, disegni e scrittura, sandali, cenere, rame e vetro per rappresentare l'amore per la natura: due indici puntati sono un invito alla contemplazione e all'azione, la cenere indica l'ambiente distrutto, su cui poggiano un paio di sandali francescani e un paio di sandali femminili, speranza per un nuovo corso dell'umanità.
La Stanza degli Uccelli e del Vento vede fronteggiarsi "Predica agli uccelli" di Sergio Bertinotti, il decano del gruppo, e "Alta Murgia" di Luciano Montemurro. L'opera del milanese Bertinotti, che ha girato l'Italia con le sue opere dedicate alla vita del Poverello di Assisi, esprime, con un essenziale segno grafico, lo stupore di un volo di uccelli che vanno verso il sole, facendo da corona al Santo. La fotografia del pugliese Montemurro ferma, in un intenso bianco e nero, un drappo impigliato fra i rami di un ulivo, unica traccia umana in balia di un vento eterno.
Ultima tappa del percorso espositivo, la Stanza dell'Acqua e del Sole presenta il cortometraggio "Mio figlio è l'albero" del pugliese Francesco Martinelli, il più giovane degli artisti in mostra: è una favola di speranza, raccontata con lirismo visionario, in uno sviluppo sostenibile e in accordo con il rispetto dell'ambiente. Il fotografo Constantinos Andronis firma uno scatto di grande impatto emotivo: "On the rock" fissa l'equilibrio precario di un piccolo uomo con un ombrello in mano in bilico su un vertiginoso precipizio. Si intitola "San Francesco" la pala in terracotta plasmata da Claudio Rosa, che parla di ecologia con toni molto critici: al centro del bassorilievo campeggia la figura in gloria di San Francesco, che mostra la deturpazione operata dall'uomo ai danni della bellezza della natura. Un video, inoltre, presenta in anteprima un'opera monumentale alla quale sta lavorando l'artista Carlo Perone, un "Presepe" in marmo antico intarsiato, che racconta episodi salienti della Bibbia, fino a culminare con la natività.
A fare infine da filo conduttore dell'intera esposizione troviamo le installazioni di Natino Chirico, che ricorrono in tutte e quattro le sale. Con il titolo "Il cuore della Terra" l'artista calabrese espone una serie di cubi e sfere di resina illuminati dall'interno, sotto poste a un trattamento pittorico informale, di ricerca sulla materia.
INFORMAZIONI TECNICHE SULLA MOSTRA:
TITOLO: Fratello Ambiente Sorella Arte
A CURA DI: SECOP Edizioni
ARTISTI:
PATROCINI:
CON IL SOSTEGNO DI: Fondazione "The heart of the Earth" - "Il cuore della Terra", Fondazione "KEPHA", Fondazione "Al Gore", Associazione di protezione ambientale "Movimento Azzurro", UCAI - Unione Cattolica Artisti Italiani – Roma Galleria La Pigna, Organizzazione Mondiale per la Pace, Fair Gama, Forum dei Giovani, Associazione "Il mondo di Damarete", Associazione "I colori del mondo"
SEDE: Roma, Castel Sant'Angelo, Lungotevere Castello, 50
DATE: dal 30 settembre al 26 ottobre 2008
Vernissage 30 settembre, ore 17:00
ORARI: Dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, lunedì chiuso
BIGLIETTI: intero € 8,50, ridotto € 6,00
INFO: 080 8727960 - www.secopedizioni.it/eventi
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Dott. Arch. Silvano Picerno
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Dal 24 al 27 luglio 2008 giovani talenti emergenti e grandi nomi della scena soul e blues si esibiscono
sul palco del Salento in un confronto stimolante di generi e di stili.
24 - 27 luglio 2008 | piazza Libertà | Ruffano (Lecce) | inizio concerti ore 21,00 | ingresso gratuito
Dal 24 al 27 luglio 2008 il centro storico di Ruffano ospiterà il Ruffano Trend & Blues Festival, tradizionale kermesse musicale dell'estate salentina, giunta ormai alla sesta edizione.
Anche quest'anno grandi nomi della scena soul e blues italiana ed internazionale si daranno appuntamento nella accogliente e calorosa piazza di Ruffano, animando con le loro sonorità le notti del Salento.
Ogni serata si aprirà con l'esibizione delle nuove promesse della musica pugliese, band locali di talenti emergenti che si confronteranno con i gruppi di consolidata fama.
L’evento, organizzato dal Comune di Ruffano con il supporto di Ondapiana, ha raccolto negli anni un crescente successo di pubblico, grazie alla costante attenzione dedicata ai musicisti emergenti e alla partecipazione di grandi nomi quali Rossana Casale, Francesco Baccini, Eugenio Finardi ed Andrea Mingardi.
Ecco il calendario dell’edizione 2008:
Giovedì 24 luglio il festival verrà inaugurato dalla giovane orchestra BBB_Simone Borgia Big Band, con un ampio repertorio rielaborato con stile coinvolgente e personale, e a seguire The Blues&Groove Project con Irene Robbins, ensemble di artisti di altissimo livello che presentano uno show accattivante e di grande impatto emotivo.
Venerdì 25 luglio sarà la volta del power trio Black Jack Street Blues Band, che scalderà il pubblico per l'esibizione della storica Bella Blues Band accompagnata dalla straordinaria voce della cantante americana Kay Foster Jackson.
Sabato 26 luglio il palco del festival verrà inaugurato dall'appassionato sound britannico della band The Walrus, per introdurre una delle più grandi soul & blues band del panorama europeo, la Joe Castellano Super Blues Band e i suoi prestigiosi ospiti internazionali.
Domenica 27 luglio gran finale con la travolgente energia rock dei Super Rerverb, seguita dalle raffinate sonorità della Treves Blues Band, storico nome del blues “made in Italy” che vanta collaborazioni con le leggende del blues della scena mondiale.
In occasione della serata conclusiva verrà inoltre consegnato il Premio Trend Città di Ruffano, conferito a
personalità che si siano distinte per meriti culturali, artistici o civili.
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Ruffano Trend&Blues Festival 2008
24 - 27 luglio 2008
piazza Libertà - Ruffano (Lecce)
inizio spettacoli ore 21.00- ingresso gratuito
Ufficio Stampa OndaPiana
Tel. 3475010522
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